Perché l’Infotainment è un toccasana per il tuo marketing? Te lo spiega un dialogo di “Bojack Horseman”

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Prima di sapere come l’infotainment può diventare utile per scrivere della tua azienda in modo accattivante e rendere più efficaci i tuoi sforzi di marketing, sono costretto a dirti che cos’è.

A tal proposito, quelli che vedi nella foto principale dell’articolo sono i protagonisti del dialogo che stai per leggere

Diane: «Come posso interessare la gente agli argomenti importanti quando vuole solo sapere chi ha fatto schifo e chi ha spaccato agli MTV awards?»

Todd: «Beh, quando Mr. Peanutbutter deve prendere le pillole per

la filariosi io le nascondo nel formaggio, così non si accorge che sta facendo qualcosa che odia.

...
... e se i tuoi argomenti importanti li mascherassi col piccante del gossip?
»

Questo è un brevissimo scambio di battute tra due personaggi della serie BoJack Horseman, e nasconde la risposta ad un problema sentito da molti imprenditori e venditori.

Il problema di non essere ascoltati.

Esistono infatti prodotti o servizi che cambierebbero sul serio la vita di qualcuno ma, purtroppo, non vengono “automaticamente acquistati” come dovrebbero.
 
Perché accade questo?
 
Il motivo più evidente è che non hanno un marketing che funziona in modo efficace.
 
Un marketing che non fa il suo dovere, prima di ogni altra cosa, è un marketing che non riesce ad attrarre l’attenzione delle persone a cui si rivolge.
 

Ecco perché magari ti è capitato di sentir parlare di una pratica mistica chiamata INTRATTENIMENTO.

In un mondo pieno di persone travolte da mille problemi, una delle strade più veloci da percorrere per guadagnarsi la loro attenzione è quella di farle DIVERTIRE.
 
Qual è il problema?
 
Il problema quando parliamo di intrattenimento è la forte propensione dei “non addetti ai lavori” a fraintendere questa frase.
 
Perché no: far divertire i tuoi potenziali clienti NON basta.
 
Al fine di comprendere il perché di questa frase, ricorda che l’intrattenimento rappresenta solo uno dei metodi più efficaci per attirare l’attenzione dei tuoi clienti e mantenerla nel tempo.
 
Perché un marketing basato sull’intrattenimento disinnesca ogni tipo di resistenza alla vendita – perché all’inizio non viene percepito come pubblicità.
 
Il che va bene se e solo se non ti sei limitato ad intrattenere il tuo pubblico.
 
È un po’ come fare un drink al bar.

Affinché un drink sia buono devi conoscere le giuste dosi da versare nel bicchiere. Devi trasformare fedelmente queste conoscenze in azioni concrete, quindi versare le giuste dosi di ingredienti nello shaker. E poi mescoli tutto con maestria e un pizzico di estro.

Lo stesso vale quando parliamo di marketing.

Quando riesci ad informare i tuoi potenziali clienti sui vantaggi del tuo prodotto o servizio e, al contempo, li intrattieni senza annoiarli, si parla di ciò che viene definito INFOTAINMENT.

(una crasi che nasce da “information” e “entertainment”.)

Come puoi fare INFOTAINMENT per vendere di più?

L’intrattenimento è uno strumento potentissimo; successivamente però devi saper spostare la comunicazione su un altro livello.

L’optimum sarebbe riuscire a far scivolare dolcemente il lettore dalla fase “intrattenimento” alla fase “emotiva“, quindi “logica” e, infine, alla fase “Ok compro“.

DISCLAIMER IMPORTANTE: non devi trasformarti in un pagliaccio.

Altrimenti fai questa fine qui…

Intrattenere una persona non significa salire sul palco di Zelig e farla ridere – questo è un tipo di intrattenimento fine a sé stesso, ovvero al far divertire le persone. 

Fare infotainment significa saper parlare della tua azienda trasformando qualcosa di tipicamente noioso o (apparentemente) non-interessante in un argomento accattivante e coinvolgente

E devi saperlo fare sia per attrarre l’attenzione dei tuoi clienti su un materiale di marketing, sia per mantenere quest’attenzione fino alla fine di tale materiale (quindi non si limita a “far ridere”).

Ma partiamo dal principio, guardando il significato etimologico della parola intrattenere, che è

Trattenere una cosa o più persone facendo o dicendo cose piacevoli, che interessino e dilettino.

Se ci fai caso, descrive uno dei 2 sacri compiti del marketing: tenere gli occhi del pubblico target spillati sul tuo messaggio (il secondo compito, specifico per sicurezza, è vendere).

Per questo l’intrattenimento è uno strumento utile all’inverosimile.

Intrattenere qualcuno non è proprio come montare una sorpresa dell’Ovino Kinder seguendo delle istruzioni.

Come nella maggior parte delle cose esistono delle regole che lo rendono fattibile, ma ad alcuni risulta comunque difficile.

Non è raro che cercando di trovare una formula per divertire i propri clienti, un imprenditore si metta lì a scrivere senza avere idea di quali tasti schiacciare per dare vita a qualcosa di avvincente – e quand’anche scrivesse qualcosa, il dubbio che funzioni è martellante come un picchio.

Ecco perché voglio condividere con te il segreto per intrattenere qualcuno anche se non ti viene naturale farlo.

La strada più rapida in questi casi per ottenere l’effetto intrattenimento è parlare del lettore.

In altri termini, devi riuscire a conquistarlo a livello emotivo.
 
Quando leggi, vedi o ascolti una qualsiasi cosa che ti riguarda da vicino, immediatamente la tua attenzione si concentrerà su di essa.
 
Sarà “trattenuta” da un argomento che ti interessa.
 
Ancora, se ciò che leggi vedi o ascolti riscuona con i tuoi pensieri e le tue convinzioni, beh…
 
… l’attenzione nei suoi confronti sarà maggiore, tenderai ad apprezzare la persona che ti sta parlando, e crederai più volentieri a ciò che stai vedendo.
 

Questa cosa che hai appena letto si chiama Subjective BIAS.

In termini non scientifici, se io ti dico qualcosa che ci mette d’accordo, improvvisamente avrai un gran bel motivo per farti piacere chi sono.
 
Automaticamente – non per magia, ma perché i bias agiscono così – sarai più propenso a credere a ciò che dico o, più semplicemente, ad ascoltarmi.
 
(occhio perché funziona anche al contrario, perché il subjective bias nasce dal personale gradimento o sdegno nei confronti di un argomento.)
 
Un esempio?
 
Se io ti parlo di quanto può essere frustrante lavorare senza vedere reali progressi o adeguati risultati, è probabile che questo ci metta subito d’accordo.
 
Saremo anche d’accordo sulla confusione che esite online quando parliamo di marketing, e della difficoltà di scegliere il giusto sentiero da scegliere per non commettere errori.
 
Potremmo parlare di quella solitudine causata dal dover spendere molto tempo davanti al pc o a gestire l’azienda, e saremmo subito best friend.
 
E non vogliamo anche della delusione di non sentirsi realizzati o soddisfatti dato tutto il lavoro fatto e l’impegno messo?
 
Capisco anche la deprivazione dovuta all’impossibilità di godere di informazioni necessarie per far crescere la tua azienda – se poi credi a ragion veduta che tutti i formatori ti diano il 90% tenendosi per sé ciò che serve per continuare a venderti qualcosa ogni volta, è normale che tu simpatizzi per me e continui a leggere.
 
Ma anche tutti i dubbi che ti vengono ad un certo punto sulle fonti di tali informazioni sono comprensibili.
 
Senza contare il risentimento nei confronti di tutte le promesse di marketing che ti sono state fatte ma che non sono mai state realizzate.
 
Andando un po’ più a fondo, potresti legarti molto a me perché capisco l’imbarazzo provato e spesso ben nascosto, causato dal burrone che ancora separa i tuoi sogni dalla realtà. Non sono cose di cui puoi parlare con tutti. Se trovi qualcuno che capisce e empatizza, va da sé che ti trattieni ad ascoltarlo.
 
E possiamo andare avanti per giorni, ma questo era solo un esempio (e mi sono limitato alle sensazioni, tralasciando desideri e credenze, altrimenti facevamo notte).
Ciò detto, saper “intrattenere comicamente” somiglia molto ad un’abilità con cui o ci nasci o sei destinato a concentrarti su altro.
 
Al contrario…
 
… la conoscenza della neuropsicologia e dei BIAS (quindi della scienza, opposto delle casuali abilità innate) ti permette di ottenere lo stesso effetto di chi sa intrattenere per natura.
 
In un mondo dove la guerra per l’attenzione è più spietata che mai, sfruttare a tuo vantaggio queste conoscenze può farti risaltare tra il caos del tuo settore come un diamante su un vestito di raso nero.
 
La parte bella è che l’automaticità dei BIAS è tanto straordinaria per il sacro compito del marketing #1 (trattenere l’attenzione) quanto per il sacro compito del marketing #2 (vendere).
 
Come puoi fare se non hai tempo di stare personalmente dietro a tutte queste informazioni ed applicarle alla tua comunicazione di marketing?
 

Puoi compilare il modulo contatti che trovi qui e prenotare la tua call gratuita.

Io e Andrea saremo felici di diventare i tuoi “copyloti”.
 
Buon lavoro!

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