Ep. 18 – Copy per i Cesti di Natale

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Parto da una premessa, per evitare che mi prendiate per il Grinch.

Io amo il Natale. Lo amo a livello maniaco compulsivo. Ci ho messo tipo un mese e due settimane a scegliere l’albero e sto spendendo più di quando sarebbe lecito e sensato fare per decorare una casa che, causa lockdown, probabilmente nessun altro vedrà.

Fottesega.

Io amo il Natale.

Anche in questo 2020. Soprattutto in questo 2020. Ci sono solo due persone che conosco che amano il natale quando lo amo io.

 Jonathan Da Sois che ha già montato l’albero a metà novembre e lo smonterà verso Pasqua e Francesca che mi spalleggia in questo mood pazzo.

Eccomi tutto contento di aver speso metà del budget che avrei potuto destinare alla Playstation 5, per comprare un Babbo Natale gigante della Playmobil

Quindi se ora vi parlo di marketing natalizio non voglio che mi prendiate solo per un elfo opportunista e senza cuore che pensa solo a fare soldi.

Giuro che ho anche altri difetti.

In questo episodio del podcast però voglio parlarti di regali, neurocopy, clienti e, in particolare, dei cesti natalizi.

Momento Piero Angela:

l’origine dei cesti natalizi è strettamente legata al solstizio d’inverno, e alle feste religiose che si tengono (e si tenevano) in questa importante fase dell’anno.

È una tradizione che risale al periodo dell’Antica Roma, e che ancora oggi dimostra tutto il suo fascino. Sebbene negli anni sia stata poi “ereditata” dal Cristianesimo, in realtà risale all’epoca pagana e alle feste dei Saturnalia.

Durante quei giorni, i cittadini romani erano soliti scambiarsi dei doni in forma di cesti, contenenti alloro e cibo: soprattutto olive e fichi secchi. Questi cestini, antesignani dei cesti natalizi, venivano chiamati “sportule”.

La sportula altro non è che un cesto realizzato intrecciando le fibre delle foglie di sparto, una pianta erbacea molto resistente.

Come vedi ci sono duemilatrecento e passa anni di storia dei cestini di Natale che confermano che sono un evergreen.

Sempre molto gradito.

I cesti di Natale, pieni di prodotti da assaggiare, sono un regalo da mandare ai tuoi clienti su cui puoi andare sicuro

A chi non piace avere qualche leccornia attentamente selezionata da gustare a casa o di cui fare sfoggio di fronte agli ospiti?

Cioè, dai… siamo italiani!

Abbiamo la miglior produzione enogastronomica del mondo. E sappiamo apprezzarla.

Un americano medio non saprebbe distinguere una ventresca dal tonno Rio Mare, mentre tua nonna assaggiando una nespola poteva dirti da che campo era stata colta.

Eccheccazzo.

Non voglio fare il solito italiota, innamorato del suo micromondo. Ma dimmi un solo Paese dove trovi una cucina così ricca di ingredienti e ricette.

La cucina francese? Quelli sono capaci solo a mettere caterve di burro a destra e a manca.

Il bello del panorama enogastronomico italiano è che non esiste un panorama enogastronomico italiano. Abbiamo gastronomie regionali o addirittura provinciali assurdamente diversissime tra loro.

Prendi uno speck affumicato di Brunico e un panettone al pistacchio di Modica (a proposito, i migliori sono quelli di Marzapani) e poi prova a definire la “cucina italiana”.

Auguri… a te e famiglia!

Questo ci porta ad avere una varietà di prodotti infinita (e in gran parte semi-sconosciuta) da far assaggiare e con cui stupire i nostri clienti a cui prepariamo i cesti di natale.

Ora il cesto che vuoi mandare per i tuoi clienti non lo prepari certo per renderti ambasciatore delle cucine regionali della tua zona.Intento nobilissimo, per carità.

Ma siamo tutti qui per fare impresa, non per essere il prossimo Bottura.Il cesto di Natale che manderai ai tuoi clienti deve avere una finalità e un senso di esistere. O tanto varrebbe risparmiarti i soldi e non farlo.

Il cesto di Natale non deve essere dozzinale

Se vi vedo comprare cesti preconfezionati da quei portali qualunquisti online che buttano dentro roba a caso un tanto al chilo e poi la mandano ai vostri clienti avvolta nella plastica trasparente, giuro che mando Babbo Natale a inseguirvi per strada con un randello di zucchero.

Sono serio.L’ultima cosa che devi rischiare è di far sentire il tuo cliente uno dei tanti.

Un regalo viene chiamato anche “pensiero” perché appunto deve essere “pensato”.

Hai presente quando si dice “conta più il pensiero che il contenuto”?

Nella maggior parte dei casi è una scusa per rifilare delle poverate cosmiche stile zia Pinuccia, ma il senso è chiaro: quando il tuo cliente aprirà il suo cesto, deve pensare che il regalo NON sia stato fatto A lui, ma PER lui.

Apposta per lui, aggiungerei.Deve essere, in qualche modo, PERSONALIZZATO.

Gli devi far capire che per te lui non è solo un’apprezzata fonte di bonifici ricorrente. Ma un essere umano in carne ed ossa.Il tuo dono di Natale deve essere pensato per l’uomo (o la donna) e non per il cliente in quanto tale.

Lo so, così è un po’ più sbatti. C’è da selezionare i prodotti, pensare ad ogni cliente e a quello che sai di lui, pensare al prodotto giusto.

Questo è un lavoro che non si possono permettere tutti, ovviamente.

Un conto è avere una dozzina di selezionati clienti. Un conto è averne qualche decina, un centinaio o di più ancora.In questo caso è impossibile, oltre che economicamente infattibile pensare ad un dono diverso per ciascuno.

Inoltre ci sono clienti e clienti.

Non tutti possono permettersi un cesto di natale da 100€.

In questi casi è più facile ripiegare su un prodotto singolo, piuttosto che su un cesto.

Ma come fai a far sentire ogni cliente speciale con un cesto o, addirittura, con un solo prodotto, anche se attentamente selezionato?

Ne parliamo con Marco in questo speciale natalizio di Radio Copy Show.

Dopo averlo ascoltato e aver capito il contesto, ecco la letterina che ho scritto tre anni fa per i miei clienti e che accompagnava il regalo che gli avevo fatto recapitare.

Potete trarne libera ispirazione.

Date anche un occhio al packaging e all’effetto regalo, che magari sarà argomento di futuri podcast o articoli.

Come sempre, se dopo aver ascoltato questo episodio vorrai anche tu una mano per creare raffinati materiali di marketing in grado di sedurre i tuoi clienti, ci troverai QUI

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