Ep. 7 – È tutto un complotto

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Lo sapevi che in America un tizio si è inventato una storia secondo cui tutti gli uccelli sono dei droni usati dal governo per spiare i cittadini?

Nel gennaio del 2017, Peter McIndoe, uno studente di letteratura e filosofia all’università di Memphis, si è fatto riprendere con un cartello durante la Women’s March mentre urlava agli americani di svegliarsi, perché gli uccelli si sono un estinti e quelli che vediamo non sono altro che droni controllati dal governo.

Questo è solo il nocciolo della teoria, ma se ti interessa sul sito “Birdsarentreal” puoi leggere nomi e cognomi dei “responsabili dello sterminio”. 

Un’operazione gestita dalla CIA cominciata negli anni Cinquanta all’insaputa del popolo.

Che assurdità, vero?

Peccato che ci siano migliaia di persone disposte a credere fermamente a bislacche teorie come questa!

A riprova di ciò, un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge ha condotto un importante studio per scoprire come mai molte persone al mondo credono alle cosiddette “teorie del complotto”.

Ci hanno partecipato 11.500 persone, provenienti da 9 Paesi: Gran Bretagna, Polonia, Italia, Francia, Germania, Portogallo, Svezia, Ungheria e Stati Uniti.

Stando agli esperti del centro YouGov-Cambridge e della Facoltà di Studi Internazionali di Cambridge impegnati nel progetto “Conspiracy & Democracy”, più della metà dei partecipanti all’esperimento credevano ad almeno una delle teorie cospiratorie presentate dagli scienziati.

Una delle ragioni per cui l’idea che esistano lobby e poteri forti che cospirano alle nostre spalle ha una così vasta fortuna, riguarda il desiderio umano di imporre la propria struttura di pensiero sul mondo invece di ricavarla dall’esperienza diretta.

Esiste un palese legame tra la necessità delle persone di riconoscere nel mondo apparenti relazioni causa-effetto e la tendenza a credere alle teorie cospirative.

Si chiama bias del complotto.

La capacità di creare correlazioni dove non ci sono è un tratto del carattere umano che ci è stato utile quando vivevamo nelle grotte indossando eleganti perizomi leopardati.

Un uomo primitivo vedeva un’ombra nella foresta dovuta al movimento dei rami di un albero, pensava fosse un predatore e scappava. 

Se non lo faceva ma poi si tratta di una tigre dai denti a sciabola era bello che fregato. 


In poche parole siamo geneticamente predisposti a credere a ciò che non possiamo vedere.

Il neurocopy di Propagando può intercettare questo istinto e manipolare i tuoi lettori, facendogli credere che ci sia una sorta di “complotto” organizzato dai tuoi competitor alle loro spalle.

Per esempio: “la lobby delle case farmaceutiche non ti vuole sano o perderebbero un cliente”.

Messaggi come questo sono molto potenti quando si radicano nella mente dei tuoi lettori.
La gente prova un odio istintivo verso chi complotta alle proprie spalle e farebbe di tutto pur di combattere “i cosiddetti poteri forti”.

Persino comprare migliaia di magliette “Birds aren’t real” e tutto il merchandising a tema che quel genio di Peter McIndoe vende sul suo sito…

Io e Marco ne parliamo nel nuovo episodio di Radio Copy Show che puoi ascoltare qui

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