C’è un soldato nazista in ognuno di noi

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Molti in passato si sono chiesti come i nazisti possano aver eseguito ordini tanto orribili e a dare la risposta è stato Stanley Milgram con un suo famoso esperimento.

Un esperimento ha dimostrato che in ognuno di noi, maschio o femmina, si annida un potenziale nazista.

Milgram creò un esperimento semplice che coinvolgeva 3 persone: il ricercatore e due volontari.

Uno di questi volontari, però, all’insaputa dell’altro era un attore.

Chiamiamo il volontario “Istruttore”, e l’attore “Allievo”. Il ricercatore dava all’Allievo delle coppie di parole da memorizzare per ripeterle dopo, poi lo legava a una sedia e gli applicava degli elettrodi al braccio.

Dopodiché il ricercatore e l’Istruttore passavano in un’altra stanza.

Qui l’Istruttore aveva il compito di leggere le parole all’Allievo attraverso un citofono e ogni volta che l’Allievo sbagliava una coppia di parole, doveva infliggergli una scossa.

Più l’Allievo sbagliava, più la scossa aumentava di potenza.

Più di 2/3 dei partecipanti all’esperimento arrivarono a infliggere scosse mortali all’Allievo nonostante questo gridasse e implorasse pietà (era un attore e recitava, per fortuna!).

Ora non devi immaginarti l’Istruttore come uno che ride di gusto mentre dà le scosse, anzi tutti i volontari nel ruolo di Istruttore erano partecipi del dolore dell’Allievo: pregavano il ricercatore di farli smettere, protestavano e pregavano di lasciar libero lo studente.

Eppure, su ordine dei ricercatori, continuavano a infliggere le scosse e ad aumentarne la potenza.

Non erano dei pazzi, dei sadici, o altro, erano umani come noi (come dimostrarono altri studi seguenti) che obbedivano al “principio di autorità”, uno dei bias più potenti da cui ci lasciamo influenzare.

Noi umani spesso non riusciamo a non eseguire gli ordini che ci vengono impartiti da qualcuno che percepiamo come un’autorità, anche se questi ordini sono disumani.

Per gli Istruttori, il ricercatore era l’autorità dell’esperimento a cui ubbidire.

Milgram disse:

“È l’estrema disponibilità di persone adulte a seguire fino all’estremo l’ordine di un’autorità, quella che rappresenta la principale scoperta di questo studio”.

Questo bias influenza molti aspetti della nostra vita.

Per esempio, ubbidiamo a ordini che ci danno il nostro capo, i nostri genitori, i nostri professori, ecc., spesso senza metterli in discussione e vedere se sono oggettivamente validi o convenienti per noi.

Ma il bias di autorità è presente anche in ambito scientifico e nell’editoria.

Pensa a chi prende per oro colato ciò che sostiene uno scienziato senza verificare se è vero quanto sta dicendo, o chi pensa che un autore di un libro è un’autorità solo perché è stato pubblicato e quindi non ne mette in discussione il pensiero.

Pensa a come potresti sfruttare lo stesso effetto per convincere in pochi istanti i tuoi clienti se il tuo copy lavorasse ogni giorno, ad ogni ora, incessantemente al posto tuo per costruirti un’autorità solida e inattaccabile….

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