ATTENZIONE: non leggere questa lettera se ritieni eticamente (o moralmente) scorretto manipolare i clienti difficili che snobbano la qualità del tuo prodotto o servizio, ignorano i tuoi tentativi di aiutarli e pensano che vuoi solo fregarli senza capire che la tua soluzione potrebbe essere quella di cui hanno bisogno…

La ricerca che ha vinto il Premio Nobel per l’Economia lo lascia intendere:

puoi entrare indisturbato nel subconscio dei tuoi clienti come fosse casa tua e MANIPOLARE gran parte delle loro decisioni a comando”

Se ti sembra scandaloso che queste pericolose informazioni siano di dominio pubblico…​

… è ancora più scandaloso che un numero troppo elevato di onesti e volenterosi imprenditori con prodotti o servizi eccellenti NON le stiano usando per prendere il controllo delle decisioni di acquisto dei loro clienti.

Caro imprenditore,

se sei in possesso di un prodotto o di un servizio di qualità, in grado di risolvere i problemi e soddisfare i bisogni dei tuoi potenziali clienti…

… ma le vendite sono ben LONTANE dal confermare la straordinarietà di quello che vendi, perché le persone sembrano non capirla, NON si fidano o credono che “costi troppo”…

…le informazioni contenute in questa lettera hanno il potere di RIBALTARE questa frustrante e insostenibile situazione a tuo vantaggio.

Stiamo per addentrarci nei meandri di un NUOVO metodo di manipolazione dell’inconscio, basato sulla più intima essenza della psicologia umana.

Apriremo con un bisturi virtuale il cervello umano e ci affonderemo le mani dentro per capire come:

  • avvicinare perfino i clienti più diffidenti;
  • violare indisturbato il loro sistema decisionale;
  • prenderne il TOTALE CONTROLLO per dirottare le loro decisioni d’acquisto verso la tua offerta prima ancora che la loro mente formuli un’opinione razionale e consapevole su di te…
  • … e come farlo su base scientifica ogni volta che lo riterrai opportuno.

La pubblicità e il marketing che vengono fatti nel 99% delle aziende italiane non si sogna nemmeno questo livello di sofisticatezza.

Questo è sia uno dei grandi problemi delle agenzie di comunicazione e web marketing là fuori, che la risposta alla scomoda domanda: «Perché le mie vendite non crescono nonostante tutti i soldi che vi sto pagando?»

Queste pseudo-agenzie pensano ancora che il marketing sia solo una questione di far emozionare i clienti, tirare su un sito alla bell’e meglio, fare qualche post sulla pagina Facebook per prendere i like e fare volantini che si limitano a ricordare che esisti e dove sei.

Diciamoci la verità: hai mai scelto di acquistare un prodotto o un servizio perché hai visto un volantino o una pubblicità con scritto “Siamo qui, vieni a trovarci”? O perché avevano “tanti like” su Facebook?

Probabilmente no.

Se potessi avere 1€ per ogni volantino che hai buttato via subito dopo che ti è stato dato per strada, oggi saresti un umile milionario.

Lo stesso vale per i tuoi clienti.

Tuttavia…

… se tu riuscissi a manipolare il loro inconscio, potresti tranquillamente smettere di preoccuparti dei soldi e dei clienti che mancano.

Non vedi l’ora di riuscire a mettere le mani su questo potere ma ti senti un po’ sciocco e sognatore a credere che sia davvero possibile?

Capisco la sensazione. Ne ho sentite di cotte e di crude di promesse in merito e… forse le hai sentite anche tu.

Fai così: concediti un’occasione finale.

Considerala la tua “ultima battaglia”: il pezzo del puzzle che vai cercando da tempo per portare più persone a comprare quello che vendi è a tua disposizione, in tutta la sua unicità, nelle prossime righe.

Sei ancora qui?

Benissimo!

Allora vediamo di dare subito una risposta concreta alla domanda delle domande.

Come decidono le persone?
Ecco il metodo scientifico in grado di aumentare – il più rapidamente possibile – il numero dei tuoi clienti

Molte persone sono convinte che le loro scelte siano solo frutto di un’analisi molto ragionata delle alternative disponibili. Ci piace pensare di essere dei grandi calcolatori e strateghi dell’acquisto.

Ma non è proprio così…

Lo rivela António Rosa Damásio, professore di neurologia e neuroscienze dell’Università della California del Sud: la verità è quanto di più lontano ci sia da questa credenza comune.

Nel suo libro “L’errore di Cartesio”, Damasio dimostra chiaramente che “le emozioni sono l’elemento necessario per poter prendere qualsiasi tipo di decisione”.

Di fronte ad una scelta, tendiamo ad etichettare le opzioni tra cui dobbiamo scegliere, confrontandole con emozioni che conosciamo.

Queste emozioni generano delle preferenze, che poi portano alla decisione finale.

Da dove salta fuori questa teoria?

Lo stesso Damasio ha condotto diversi studi su pazienti che avevano subito traumi al cervello e in cui le connessioni tra l’area “razionale” del e quella “emotiva” erano danneggiate.

Risultato?

Queste persone erano in grado di processare razionalmente le informazioni che avevano di frontema NON riuscivano a prendere una decisione, nemmeno la più semplice, perché le varie scelte non gli facevano provare nessuna sensazione.

Ecco perché la legge più importante della manipolazione recita che:

Le persone prendono decisioni d’acquisto su base emotiva, e solo DOPO le razionalizzano su base logica (con i fatti)

Se non sei mai inciampato su questo assioma, né lo hai mai analizzato con la dovuta serietà fino ad ora, sei davanti al vero motivo per cui il tuo marketing (e, di conseguenza, la tua azienda) non sta funzionando come potrebbe.

Per un imprenditore come te, che ha a cuore la sopravvivenza della sua “creatura”, è di vitale importanza capire COME le funzioni emotive e logiche del cervello controllino totalmente le decisioni d’acquisto.

Se non riesci a generare alcuna emozione nei tuoi potenziali clienti, è praticamente IMPOSSIBILE ottenere una connessione logica (a.k.a. farai una fatica della madonna a vendere il tuo prodotto o servizio).

Ma cosa vuol dire generare emozioni?

No, non sto parlando di usare foto di gattini pucciosi e scrivere post tra lo scarsamente comico e l’altamente demenziale sulla pagina Facebook aziendale per strappare un sorriso ai tuoi clienti.

Quella robaccia lì lasciamola alle fuffa web agency.

Per tua fortuna, esistono diversi studi che ti permettono di comprendere a fondo il sottile collegamento tra il funzionamento del cervello umano e il tipo di marketing che dovresti fare.

È il momento di scendere insieme a me in profondità nella tana del Bianconiglio. Ricordati di portare una torcia: stiamo per fare luce fino alla soglia d’ingresso della mente dei tuoi clienti.

Professore Emerito della Harvard Business School dimostra scientificamente che è FONDAMENTALE entrare nella mente dei tuoi clienti manipolandola fin nelle radici per far esplodere le casse aziendali – NO, non bastano un buon prodotto o un buon servizio!

Come ti ho anticipato, Damasio non è stato il solo a studiare come funziona il nostro cervello quando siamo costretti a fare una scelta.

Il Professor Gerald Zaltman, docente emerito ad Harvard – autore di più di 20 libri sulla rappresentazione del pensiero e consulente per aziende del calibro di Procter & Gamble, Coca-Cola, Audi e Kraft – ha dimostrato che

il 95% delle nostre decisioni d’acquisto avvengono nel nostro subconscio

(Per inciso, il “subconscio” è quanto di più distante ci sia dall’idea di “razionalità”).

A dimostrazione di tutto questo, Zaltman ha fatto notare che esistono dinamiche alquanto diverse tra quello che le persone dicono e come poi si comportano in realtà.

Dalle ricerche che ha condotto tra i clienti di diversi supermercati è emerso che, quando sono intervistate, le persone affermano di valutare sempre diverse marche concorrenti e di confrontare i prezzi dei prodotti prima di acquistare qualcosa.

Insomma, a parole si credono tutti fini strateghi della spesa…

Ma l’osservazione del comportamento di acquisto ha dimostrato che le stesse persone che affermavano con orgoglio di valutare e confrontare attentamente i prezzi sugli scaffali prima di comprare… di fatto non guardavano neanche le varie alternative, ma si fiondavano dritti su un particolare brand.

Cosa significa?

Che qui ci sono due lezioni da cogliere: 

  • Le persone NON danno la minima importanza alla qualità del tuo prodotto o servizio (quindi è inutile che ti ostini a far girare il tuo marketing su questo specifico aspetto).

Come mai? Semplicemente perché l’analisi della qualità NON è di competenza del nostro subconscio, ma spetta al nostro sistema razionale che, come abbiamo visto, si attiva solo DOPO aver messo all’opera il sistema emotivo (dopo lo vediamo meglio).

Se davvero contassero di più razionalità e logica, i dati di tutte queste ricerche sarebbero diversi, non credi?

  • Ciò che le persone pensano o credono (come misurato da reazioni fisiche inconsce) spesso CONTRADDICE quello che affermano quando vengono interrogate direttamente.

In altri termini, “la gente dice e crede di fare cose che poi non fa”.

Questo dovrebbe suggerirti che ascoltare i clienti è importante, ma ciò che potrebbe farti vendere di più è sapere da cosa dipendono realmente le loro azioni d’acquisto “a prescindere da ciò che dicono”.

Ora, la prima domanda intelligente che sicuramente vorresti farmi adesso è…

… da cosa dipende il loro comportamento d’acquisto?

Quali sono quegli elementi che volteggiano nell’inconscio dei tuoi clienti, che governano il loro comportamento finale al di là di ogni loro pensiero o credenza?

L’idea di essere a pochi passi dal riuscire finalmente a scoprirlo è eccitante, vero?

Seguimi: se il comportamento delle persone dipende per il 95% da quello che hanno nel loro subconscio… per fargli comprare quello che vuoi dovresti agire su quel livello, ti torna?

Arrivati a questo punto sappiamo due cose:

  • le persone per decidere usano 2 sistemi, quello emotivo e quello razionale;
  • le persone per decidere usano PRIMA il sistema emotivo e DOPO quello razionale – a giustificazione dell’irrazionalità del primo. Ecco perché, se vogliamo aumentare al massimo le probabilità che le persone prendano le decisioni d’acquisto che desideriamo…

    … dobbiamo capire come intercettare, manipolare e sfruttare gli elementi che determinano le decisioni del sistema emotivo.

    Sulla base di questo, la seconda domanda intelligente che dovresti farmi arrivati a questo punto è…

… una volta scoperto cos’è che governa il sistema emotivo dei miei clienti, come faccio a manipolarlo rapidamente e a fargli aprire subito il portafoglio?

Complimenti!

Questa domanda davvero brillante racchiude il segreto con cui ogni imprenditore vorrebbe nutrire la sua brama di successo.

Anche a questo giro, come un supereroe magnanimo pronto a salvarci dal caos, ti viene in aiuto la scienza.

Tutto quello che ti serve per manipolare il processo decisionale d’acquisto dei tuoi clienti – e fargli preferire la tua offerta a quella dei tuoi competitor – è già nella loro testa: devi solo scavarci dentro!

Ricordi quel Premio Nobel per l’Economia di cui ti ho parlato nel titolo all’inizio di questa pagina?

È stato vinto nel 2002 da Daniel Kahneman, professore all’università di Princeton e padre fondatore della finanza comportamentale. Riporto da Wikipedia:

“È uno psicologo israeliano, vincitore […] del premio Nobel per l’economia nel 2002 per aver integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica, specialmente in merito al giudizio umano e alla teoria delle decisioni in condizioni d’incertezza”.

Quando ho affrontato questo argomento la prima volta, avevo i peli ritti sulle braccia. Spero di riuscire a trasmettere la stessa emozione anche a te.

Nel suo libro “Pensieri Lenti e Veloci”, colto da un momento di incommensurabile creatività, Kahneman ha usato i nomi Sistema 1 e Sistema 2 per indicare i due sistemi che appunto regolano le decisioni umane.

Ah, se per puro caso stai pensando che tutto questo non abbia nulla a che fare con la tua azienda, ci tengo a ricordarti una cosa: il modo in cui ragionano i tuoi clienti influenza irrimediabilmente i tuoi utili di fine anno.

Tienilo a mente mentre continui a leggere. Vedrai che la tua motivazione non scenderà di una virgola.

Andiamo avanti.

Lo so, l’argomento è pesantuccio. Forse è per questo che nessuno lo ha mai affrontato.

Ti va se lo trasformiamo in qualcosa di più divertente?

Allora: immagina il Sistema1 e il Sistema2 come due omini in una stanza piena di bottoni e pulsanti all’interno del tuo cervello.

  • Sistema 2NoioSandro, quello vestito sempre di nero in giacca e cravatta, con un paio d’occhiali da secchione e un block notes
    davanti, che prima di premere un pulsante per farti fare un’azione, ci ragiona sopra per un decennio.

Rappresenta il pensiero razionale, ed è l’addetto a tutte quelle attività che richiedono sforzo ed attenzione (come comparare il valore di due frigoriferi o compilare un F24).

  • Sistema 1 è l’omino vestito di mille colori come ImpulSilvio, con lo sguardo tendenzialmente spensierato e perso nel vuoto. Preme i pulsanti davanti a sé in maniera automatica, istintiva, senza pensarci troppo. È quel classico tipo che ti sta simpatico per la sua spontaneità.

    E al contrario del suo amico, rappresenta il pensiero intuitivo, detto anche istinto.

La cosa simpatica è che le attività di ImpulSilvio NON possono essere bloccate. Preme i tasti nel tuo cervello in modo istintivo e rapido, richiedendo uno sforzo minimo o nullo al tuo cervello.

Si aziona prima che NoioSandro veda i pugni del compagno sbattere allegramente sui comandi che ha davanti (ricordi cosa abbiamo detto prima? Le persone decidono su base emotiva, e solo dopo giustificano la loro scelta razionalmente).

ImpulSilvio è uno spirito libero e fa tutto quello che viene automatico alla tua mente. Non hai alcun controllo su di lui. Fa un po’ quello che gli pare, senza che tu possa farci niente.

Un esempio veloce?

Tipo se io ti dico di NON leggere per nessun motivo la parola qui sotto…

TAVOLO

so che la leggerai comunque, e ti immaginerai pure un pezzo di legno con quattro gambe. Non tanto perché non puoi fare a meno di leggere parole scritte nella tua lingua, ma perché leggere e riconoscere le parole scritte nella propria lingua è una delle attività di ImpulSilvio.

Mantieni pure quella smorfia divertita che ti si è stampata in faccia normale reazione di chi viene messo di fronte al funzionamento della mente umana – e preparati a trasformarlo in un sorriso a 32 denti.

Visto che per ottenere una rapida e “irreversibile” manipolazione della mente umana è necessario agire prima a livello emotivo…

… è fondamentale diventare molto, ma MOLTO amici di ImpulSilvio.

Detta male, il tuo futuro compagno di bevute ImpulSilvio è il guardiano delle decisioni: se non riesci a provocare una reazione in lui, non arriverai mai a parlare con NoioSandro.

Ecco perché da ora in poi ci concentreremo sullo sfruttare l’automaticità, la rapidità e l’istintività dell’ImpulSilvio dei tuoi clienti per prendere il controllo totale sulle loro decisioni d’acquisto.

(e fregare così perfino il razionale ed ineluttabile NoioSandro, più difficile da manipolare, ma non per questo immune alle nostre subdole tecniche di persuasione)

Le ricerche del Professor Kahneman rivelano “l’autostrada con meno traffico” per manipolare il processo d’acquisto dei tuoi clienti!

Durante il suo studio dell’economia comportamentale, il buon zio Kahn ha dimostrato che, “in contesti dominati dall’incertezza e con limitate risorse individuali (tempo, informazioni, capacità cognitive, ecc…), le persone prendono le loro decisioni usando un numero limitato di scorciatoie mentali – dette “euristiche” – piuttosto che sofisticati processi razionali”.

Cosa c’entra questa cosa con te?

Le persone sono insicure quando devono prendere la decisione di comprare quello che gli vuoi vendere.

  • Sono insicure sui risultati.
  • Sono insicure se quello che stanno acquistando è proprio ciò di cui hanno bisogno.
  • Sono insicure se sia il caso o meno di acquistarlo in questo preciso momento.
  • Sono insicure sul fatto di meritarselo o meno.
  • Sono insicure sul come verranno giudicate una volta effettuato l’acquisto…

In pratica… ti sto dicendo che il contesto di cui parla Kahneman descrive esattamente il mercato in cui operi!

Di conseguenza, anche se amano credersi persone razionali che operano scelte ponderate dopo attenti processi logici, i tuoi clienti per decidere usano delle scorciatoie mentali dette “euristiche”.

(riesci a vedere quel sottile “filo d’oro” che collega tutto? Oltre a Damasio e Zaltman, anche Kahneman dimostra che le decisioni NON si prendono a livello razionale).

Direi che non ci resta molto altro da fare.

Dobbiamo giusto capire:

  • cosa sono davvero le euristiche?
  • come possiamo usarle per trasformare ImpulSilvio in un nostro fidato complice sotto copertura?

Per rispondere a queste curiose domande, dobbiamo fare un piccolo e rapido salto quantico indietro nel tempo. Qualche milione d’anni andrà benissimo.

Oppela!

Eccoci qui, come due Piero Angela de’ noialtri, nei pericolosi ambienti dove l’homo sapiens si è trasformato da preda a predatore.

Dove il cervello dei nostri antenati si è evoluto con una rapidità ed un’efficienza straordinarie.

In molte situazioni – tipo quando una tigre dai denti a sciabola ti caricava con la bava alla bocca, sbavando al solo pensiero di infilarti i suoi dentoni nella milza – non potevi mica prenderti il lusso di startene lì a riflettere sulle strategie migliori per sfuggirle.

Se pensavi mezzo secondo di troppo, arrivavi alla soluzione che eri già mezzo digerito.

Dovevi agire. Subito e senza pensarci! Gambe in spalla e hop hop…

Le euristiche non sono altro che “abilità speciali” che il nostro cervello ha sviluppato nel corso dell’evoluzione.

Sono nate come semplici scorciatoie mentali che permettevano al tuo cervello di arrivare a conclusioni veloci con il minimo sforzo cognitivo – per sopravvivere nell’ostico mondo in cui vivevamo.

Se sei d’accordo, prima che quella tigre ci sbrani, tornerei ai giorni nostri, nel 21esimo secolo, dove basta guardarsi intorno un secondo per renderci subito conto di una cosa: questo tipo di euristiche non servono più a sopravvivere nel mondo odierno…

… tuttavia…

… continuano ad agire visceralmente nei comportamenti umani, con una funzione che chiamiamo INTUIZIONE.

E sai perché?

Perché ogni decisione che prendiamo ha un COSTO ENERGETICO enorme.

La nostra mente lo sa e tenta di ottimizzare il rapporto costi mentali / benefici.

Hai mai visto l’armadio di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook? Ha un guardaroba tutto uguale, per esempio. Secondo te perché lo fa? Gli pesa perdere tempo a scegliere cosa indossare.

Mettersi una camicia a quadri piuttosto che un golfino a collo alto non gli porterebbe alcun vantaggio e vuole risparmiare energie mentali per la sua azienda da mille fantastiliardi di dollari.

Ecco svelato perché il cervello dentro la nostra scatola cranica è quello che è: il risultato di un’evoluzione all’insegna dell’adattamento all’ambiente circostante per non inciampare in fatiche mentali superiori ai benefici derivanti da esse.

Quindi:

è possibile sfruttare l’istintività decisionale delle euristiche per manipolare il comportamento d’acquisto dei tuoi clienti​ prima ancora che decidano di aprire il loro portafoglio?

Non solo.

Puoi addirittura fare di meglio!

Perché sai, usare le euristiche tramandate da un passato così distante per compiere scelte completamente diverse da quelle dei nostri antenati, ha “compromesso” la validità e l’efficacia di alcune euristiche, dando vita a quelli che oggi conosciamo come BIAS.

Te la faccio semplice. Se le euristiche sono scorciatoie comode e rapide derivanti da fatti reali che portano a conclusioni veloci e fondate…

… i BIAS non sono altro che euristiche inefficaci, usati per esprimere giudizi veloci senza riflessione.

Meri pregiudizi astratti che non si generano su dati reali, ma si acquisiscono a priori SENZA critica o giudizio.

Scorciatoie di pensiero che non hanno niente a che vedere col ragionamento logico.

E qui scoperchiamo il vaso di Pandora che ti permetterà di dare vita ad un marketing più potente di qualunque dei tuoi competitor.

Perché la gran figata di tutto questo discorso è che i BIAS vengono usati in automatico dal nostro cervello.

Li usiamo senza logica, dietro le quinte.

Cioè nel nostro subconscio… proprio dove avviene, come abbiamo visto prima, il 95% delle nostre decisioni d’acquisto!

Detto in termini che ti faranno accapponare la pelle,

puoi sfruttare questi BIAS per infilarti nel processo decisionale dei tuoi clienti e installare il comportamento d’acquisto che desideri​ prima che si concluda!

Parti da un presupposto: quando una persona decide di acquistare qualcosa, quella decisione non è frutto di una decisione istantanea, ma di un processo decisionale.

Rendiamo “tangibile” questa cosa: quando prendi la macchina per andare a fare la spesa, non ti teletrasporti davanti al supermercato (purtroppo): percorri una strada.

Se riuscissi a teletrasportarti, non ci sarebbe modo di interferire col percorso che fai per arrivare da casa al supermercato, giusto?

Ma dato che accendi la macchina e percorri una determinata strada… le cose cambiano.

Durante il viaggio ci sono incroci, semafori, sensi di marcia, nonnine che attraversano, ecc… mi segui?

Bene. Se io durante il viaggio prendessi il controllo della segnaletica e cambiassi i semafori, interferissi con le strade, invertissi i sensi di marcia e chiudessi alcune strade magari, ti costringerei ad arrivare dove voglio.

Ecco, la stessa puoi farla avvenire nella testa dei tuoi clienti quando prendono una decisione d’acquisto.

C’è un pensiero che si accende.

Una volta acceso, questo pensiero compie un certo percorso (processo decisionale). E alla fine diventa una vera e propria decisione.

BIAS sono le “falle” nel processo decisionale dove possiamo entrare senza problemi e modificare la direzione di quel pensiero, portandolo dove desideriamo, nel modo più rapido e indolore possibile.

La buona notizia?

Questi BIAS NON sono legati in alcun modo alla logica e alla razionalità.

Hai capito dove voglio arrivare, sì? Esatto!

Sono proprio ciò di cui avevamo bisogno per prendere il controllo di ImpulSilvio – che è quanto di meno logico e razionale esista nel nostro cervello – e farlo lavorare a nostro vantaggio!

La buonissima notizia?

Non essendo legati alla logica – e quindi a ragionamenti lenti, sequenziali, controllati e faticosi – ci permettono di velocizzare la manipolazione del processo decisionale e colpirla nei punti deboli per determinare un certo comportamento.

La stra-mega-buonissima notizia invece è che qui sotto ti mostro un esempio di come manipolare scientificamente tutto ciò che è irrazionale e illogico nella mente umana e usarlo per prendere il CONTROLLO dei pensieri, dei giudizi e delle azioni dei tuoi clienti.

CASO STUDIO: ecco i risultati di una corretta manipolazione dei BIAS mentali nel marketing per aumentare le vendite in modo rapido, spontaneo e naturale – con un costo di acquisizione clienti pari a ZERO

Lo abbiamo detto: i BIAS non sono altro che errori di ragionamento (detti anche “errori cognitivi”) fondati su ideologie e pregiudizi, che ci spingono a prendere certe decisioni in fretta e senza pensarci troppo”.

Va da sé che se un imprenditore ne padroneggia il funzionamento, saprà anche come sfruttarli per manipolare le decisioni d’acquisto dei propri clienti nella maniera più rapida ed efficace possibile.

Il passaggio adesso è capire come manipolare questi BIAS senza mostrare “i fili” ed evitare di sembrare Mangiafuoco di Pinocchio, e portare le persone a comprare il tuo prodotto o servizio.

Come si fa?

Con la manipolazione dell’inconscio basata sui BIAS  tramite il copywriting a risposta diretta.

Detta in maniera superficiale per far capire a tutti di cosa sto parlando, il copywriting a risposta diretta è l’arte/scienza dello “scrivere per vendere”.

Viene spesso indicato come il “linguaggio macchina del marketing”. In altri termini, se fai marketing senza sapere nulla di copywriting, probabilmente butterai via migliaia di euro – o a parità di investimenti in pubblicità, incasserai molto “meno”.

Come mai?

Il copywriting, in prima istanza, NON dev’essere il linguaggio macchina del marketing.

Questo è il passaggio numero 2.

Viene dopo.

Prima c’è un’altra definizione, ben più importante: il copywriting, nella sua forma più autentica, genuina e corretta, è il linguaggio macchina della mente umana.

È questa la prospettiva mentale da tenere a mente per sprigionare la massima potenza manipolatoria nascosta del copy.

Ciò detto, va da sé che non ti basta conoscere il copywriting.

È necessario conoscere per DAVVERO la mente umana (e non limitarsi a rispondere ad alcune domande per creare l’avatar o il “profilo psicologico” del tuo cliente).

Sono cose utili, non sto dicendo di no.

Ma la loro vera utilità per i tuoi materiali di marketing dipende dal livello di conoscenza del copywriting e – soprattutto – della psicologia umana.

È la combinazione perfetta di questi due mondi che dà il MASSIMO rendimento quando si parla di copywriting, di marketing e… di fare soldi.

Perché è vero che Kahneman aveva studiato il sistema razionale ed emozionale per prevedere le decisioni delle persone…

…e che il copywriting è il linguaggio macchina del marketing…

…ma è grazie alla fusione tra il copywriting e gli studi di Kahneman che oggi riusciamo a stimolare (e non più prevedere) particolari decisioni manipolando il linguaggio macchina dell’essere umano – che verrà poi riversato nel copy e, di conseguenza, nel marketing.

Solo così è possibile ottenere risultati come quelli di Raffaele Nannini.

Chi è Raffaele Nannini?

Da dov’è partito?

Cos’è riuscito ad ottenere?

Perché dovrebbe interessarti anche se la tua situazione sarà sicuramente diversa dalla sua?

Voglio dire, in che modo ciò che stai per leggere può determinare il futuro roseo (o funesto) della tua azienda?

Ebbene, sarà proprio lui a rispondere qui sotto a queste tue legittime domande…

dott. Raffaele Nannini

Mi chiamo Raffaele Nannini ho 33 anni sono laureato in Scienze Motorie. Sono iscritto al 5° anno di Osteopatia e mi occupo di postura e rieducazione posturale.

Circa 2 anni fa, dopo aver frequentato un corso di marketing, ho aperto il blog ‘Postura Pro’.

Faccio una premessa: odio scrivere. Però mi era stato detto che ne avrei avuto bisogno per iniziare ad acquisire clienti e trasformarmi in un autorità nel mio settore. Quindi ho ingoiato il rospo, e mi sono messo all’opera.

Vista la mia repulsione per la scrittura, ogni scusa era buona per rimandare il momento in cui mi sarei dovuto mettere a pigiare sui tasti.

Perdevo ore e ore solo per scegliere l’argomento di cui scrivere.

Appena buttavo giù qualche riga, cancellavo subito quello che avevo scritto.

Morale della favola: per scrivere un articolo mi servivano almeno 15 giorni.

Quando poi lo rileggevo avevo di fronte a me un pezzo mediocre, che non rifletteva affatto quello che avrei voluto spiegare ai miei clienti.

Avevo decisamente bisogno di una aiuto esterno che mi correggesse e mi guidasse nella creazione del blog.

Non mi piaceva né come scrivevo, né quello che scrivevo. Questo mi ha portato quasi alla paralisi.

In 2 anni ho scritto appena 8 articoli. Un articolo ogni 3 mesi. Ho fatto un Report di 26 pagine sul mal di schiena.

E ho potuto farlo perché i clienti scarseggiavano – non avrei saputo come fare se la mia attività fosse già avviata e avessi dovuto occuparmene a tempo pieno.

Risultato?

I clienti dal blog erano pressoché nulli.

Tanto per darti dei dati concreti, in 2 anni il blog aveva prodotto 467 iscritti alla mailing list. Meno di 1 contatto al giorno.

Da questi, in studio erano venuti appena 6 pazienti.

A maggio 2018 un mio amico, Alberto Sari, mi fa conoscere il lavoro di Andrea e il Team Propagando.

Devo essere sincero, all’inizio ho pensato che fosse troppo costoso per le mie tasche.

E lo era…

Ma Alberto mi aveva convinto comunque a farci una chiacchierata.

Parliamo per quasi 2 ore e alla fine rimango di sasso.

Andrea sembrava leggermi nel pensiero.

Riusciva ad individuare ed esprimere i punti chiave della mia professione in un modo che non riuscivo a fare così chiaramente nemmeno con me stesso.

Questo era esattamente ciò che voluto fare io con i miei, di clienti!

Una volta compreso le potenzialità della faccenda, tutte le paranoie sul fatto che non potessi permettermi i suoi lavori sparirono in un istante: era la persona giusta da avere al mio fianco.

Per prima cosa mi aiuta a rifocalizzare il mio posizionamento, creando un payoff che esprimeva esattamente quello che avrei voluto comunicare.

In quanto osteopata, il mio approccio al paziente si differenzia fortemente da quello di un normale fisioterapista che, in diversi casi, si limita a curare i sintomi piuttosto che le cause del dolore.

Andrea mi ha convinto ad evidenziare in modo netto la differenza tra i due tipi di approccio – forte anche delle testimonianze di miei pazienti, ristabilitisi completamente dopo anni di cure “sbagliate”.

Certo, i miei articoli hanno fatto incazzare una marea di terapisti, ma è servito.

Tra agosto e settembre ho pubblicato 3 nuovi articoli in cui per la prima volta ho spiegato il conflitto di interessi di alcuni terapisti nei confronti dei loro pazienti.

Secondo Andrea dovevo mettere in evidenza il fatto che alcuni di loro spingessero i propri pazienti a fare sedute continue per anni e anni, non curandoli però mai definitivamente, per evitare di perdere clienti.

Manco a dirlo: si è generato un putiferio. Mi sono attirato le ire di tutta una serie di terapisti che evidentemente avevano un po’ la coda di paglia.

A onor del vero, avrei evitato volentieri.

Ho pensato che una cosa del genere devi saperla fare molto bene e con delicatezza devastante. Sbagliare a scrivere quando tratti un tema così delicato può rivoltartisi contro in modo brutto

Ma Andrea mi ha spiegato il funzionamento dei BIAS e come uno di questi in particolare sia strettamente collegato con il “conflitto d’interessi” e la “teoria del complotto”.

Ascoltando la scientificità della faccenda e il “come” avrebbe usato questo particolare “buco” nella mente delle persone, mi sono potuto concentrare su altro.

Perché sì, avevo paura perché non avrei saputo come farlo senza causare danni. Quindi mi preoccupavo.

Ma sapendo che se ne sarebbe occupato lui, mi sono concentrato su una cosa ben più importante: cosa riesco a fare per le persone che si affidano a me.

Certo, magari non sono il migliore in assoluto. Ma so di poter aiutare le persone eliminando i loro problemi posturali e facendogli tornare il sorriso.

Se tutto fosse andato per il verso giusto, avrei avuto finalmente l’occasione di avere più pazienti e fare il loro bene dimostrando ciò che sapevo fare.

In breve, Andrea aveva ragione.

Nelle prime tre settimane la mia lista è passata dalla media di 1 contatto ogni 2-3 giorni a ben 4 contatti al giorno!

Tra il 28 settembre e il 28 ottobre c’è stata un’impennata di contatti sul blog: da 593 a 993.

Ben 400 contatti netti in un solo mese e senza spendere un solo euro in sponsorizzate o in acquisizione clienti.

Quello che ho fatto in 2 anni da solo, con Andrea sono riuscito a farlo in un mese.

La cosa più bella è stata però che ben 16 nuovi pazienti sono venuti da me in quel mese.

In un mese ho avuto quasi il triplo di clienti dal blog di quelli che avevo avuto nei precedenti due anni.

Oggi?

I clienti sono aumentati a dismisura e ho una media di 15 contatti al giorno.

Tutto questo in meno di 4 mesi.

E, nel momento in cui scrivo, dobbiamo ancora rifare il report e riscrivere la mia storia…

Temo che il prossimo anno il mio problema non sarà trovare nuovi pazienti, ma riuscire a visitarli tutti.

Lavoro già a ritmi importanti.

Se dovessi mettermi lì a scrivere probabilmente non riuscirei a lavorare tanto come sto già facendo. Probabilmente non riuscirei neanche ad ottenere i risultati che sto ottenendo grazie a lui – onestamente, i miei articoli non funzionano bene come i suoi.

Ma la cosa importante ad oggi è che grazie a Propagando che si occupa del marketing, e io che mi concentro e dedico ai miei pazienti, riesco a fare del bene ai miei clienti ed ottengo testimonianze meravigliose che mi scaldano il cuore, tipo questa di Monica Ottone:

[Ero completamente bloccata dal dolore, ma Postura Pro mi ha permesso di tornare finalmente a vivere. All’appuntamento però ho trovato un ragazzo molto gentile.

Il dottor Nannini mi mette subito a mio agio, cosa che non era per niente facile all’epoca. Abbia avuto un colloquio molto approfondito dove gli ho raccontato tutta la mia storia. Poi ha iniziato a visitarmi.

Finito il controllo si riaccende la speranza. Secondo lui il mio problema non era dovuto alla fibromialgia. Sembrava un sogno. Quella malattia mi aveva terrorizzato dal giorno in cui l’avevo scoperta e ora sembrava essere scomparsa.

Per prima cosa mi disse di cominciare ad usare delle scarpe da running professionali. Poi aggiunse che avrei avuto bisogno di fare rieducazione motoria se volevo tornare a muovermi e a camminare senza problemi. Uscita dallo studio mi fiondo subito in un negozio di sport per comprare le scarpe che mi aveva consigliato.

Dopo poche sedute i miei dolori ai talloni e alla sciatica si ridussero a tal punto che ho smesso di usare le stampelle e le riposte in cantina. Non mi sembrava vero. Adesso riuscivo a camminare per più di un chilometro senza dovermi fermare. Ho smesso anche di prendere quei dannatissimi farmaci. Durante le sedute successive i miglioramenti furono incredibili. Io stessa ero stupita dalla velocità della mia guarigione.

I dolori che mi perseguitavano da oltre un anno come per magia erano spariti come per magia. Sommato al fatto che smisi di prendere gli ansiolitici, il mio umore migliorò di conseguenza.

Una sera di agosto sono andata con mio marito ed altri amici ad una festa di paese dove c’era un dj che suonava dei pezzi che andavano molti di moda quando avevamo vent’anni.

Ho ballato per 2 ore con le mie amiche (sempre con le mie inseparabili scarpe da running addosso) non mi sono fermata un attimo. Il giorno dopo quando mi sono svegliata ho avuto due sorprese inaspettate.

La prima era che, nonostante la sera prima mi fossi scatenata come una pazza, non avevo nessun tipo di dolore. La seconda che mio marito mi disse che finalmente aveva rivisto la Monica che conosceva.

Allegra e spensierata e con tanta voglia di vivere. Aveva ragione. In quel momento mi sono resa conto che era da più di un anno che non mi sentivo così viva.]

Questo è giusto un estratto della testimonianza – ringrazio Andrea che mi ha detto di prenderne un estratto, altrimenti prendeva troppe pagine 🙂

Il percorso che ho intrapreso mi ha permesso di ricevere costantemente questo tipo di feedback da persone che probabilmente da solo non avrei mai potuto aiutare.

E se la manipolazione onesta porta a questi risultati, per quanto all’inizio mi sembrasse una cosa “brutta”, ben venga.

Probabilmente, se mi fossi affidato esclusivamente alla mia bravura come osteopata, non avrei mai raggiunto così tante persone in così poco tempo.

Non posso fare a meno di essere entusiasta e consigliare Andrea e il Team Propagando a quegli imprenditori che hanno l’ambizione di far crescere la propria azienda, che sono sicuri del loro prodotto o servizio, e che non hanno paura di “sporcarsi le mani”.

Fate attenzione, non sarà una passeggiata, ci sarà da lavorare sodo. Ma ne varrà la pena!

Chiudo con le parole con cui “termino” ogni mio articolo. Un saluto.

Ora, alla luce di questa testimonianza, mi rendo conto di averti detto una bugia…

… Raffaele ha risposto a 3 delle 4 domande che ti avevo fatto all’inizio (chi è, da dov’è partito e cos’ha ottenuto).

Mi sono forse dimenticato della 4° domanda (ovvero in che modo ciò che stai per leggere può determinare il futuro più o meno roseo della tua azienda)?

Ovviamente no.

Era la parte migliore… e ho pensato di risponderti personalmente.

Ecco le 2 strade che ti permetteranno di piegare al tuo volere le conoscenze acquisite in questa lettera

(ma solo una di queste ti porterà risultati molto più rapidi senza dover occuparti di scrivere una sola parola!)

Scoprire l’esistenza di un sistema basato sulla manipolazione dell’inconscio da infondere nel tuo marketing dovrebbe averti fatto drizzare i peli sulle braccia.

Vedere con i tuoi occhi i risultati ottenibili con l’applicazione corretta di questi principi ti ha gasato ulteriormente, ed è del tutto normale.

Per ringraziarti del tempo investito nella lettura, voglio aiutarti a prendere una decisione in merito al da farsi.

Mi limiterò a mostrarti cosa puoi fare adesso per ottenere gli stessi risultati di Raffaele – e degli altri imprenditori che hanno deciso di fidarsi del Team Propagando.

Ecco le 2 strade che ti permetteranno di piegare al tuo volere le conoscenze acquisite in questa lettera

(ma solo una di queste ri peorterà risultati molto più rapidi senza doverti occupare di scrivere una sola parola!)

Scoprire l’esistenza di un sistema basato sulla manipolazione dell’inconscio da infondere nel tuo marketing dovrebbe averti fatto drizzare i peli sulle braccia.

Vedere con i tuoi occhi i risultati ottenibili con l’applicazione corretta di questi principi ti ha gasato ulteriormente, ed è del tutto normale.

Per ringraziarti del tempo investito nella lettura, voglio aiutarti a prendere una decisione in merito al da farsi.

Mi limiterò a mostrarti cosa puoi fare adesso per ottenere gli stessi risultati di Raffaele – e degli altri imprenditori che hanno deciso di fidarsi del Team Propagando.

Strada #1 – Ti rimbocchi le maniche e pensi TU al tuo marketing

Hai avuto un assaggio di come piegare ai tuoi bisogni le leggi della neuropsicologia.

Qui dentro sono contenute informazioni sufficienti per intraprendere in autonomia un percorso di studi e padroneggiare l’abilità di creare il marketing definitivo per la tua azienda.

Tuttavia…

… esiste una famosa legge che, se unita al fatto che sei un imprenditore, rema pericolosamente contro questa strada.

Nel 1993, infatti, un professore dell’università del Colorado (tale Anders Ericson) pubblicò nella sua ricerca “The role of deliberate practise in the acquisition of expert performance” i primi studi sulla “teoria delle 10mila ore”.

Il riassunto veloce di questa ricerca è che servono 10.000 ore di training per eccellere in una particolare disciplina.

Lo scienziato Daniel Goleman ha infilato il dito nella piaga, tanto per cambiare, dicendo che la regola delle 10.000 ore è vera solo a metà. Se sei un imbranato in una disciplina e commetti sempre gli stessi errori, dopo 10.000 ore starai sempre commettendo lo stesso errore senza migliorare.

Mettiamo che il Prof. Ericson abbia ragione: per diventare bravo a scrivere copy ed usare la manipolazione dell’inconscio attraverso i BIAS ti servirebbero 10.000 ore di pratica.

Per diventare bravo abbastanza da poter mettere le mani sul tuo marketing senza fare danni o sprecare energie, dovresti studiare e praticare questa disciplina per 8 ore al giorno, tutti i giorni, per 3 anni e mezzo.

Sai cos’è questo?

Questo è esattamente ciò che ho fatto io.

E l’ho fatto perché potevo farlo.

Non avevo un’azienda da mandare avanti. Non avevo le preoccupazioni che infestano la mente di un imprenditore. Non avevo una moglie e dei figli con cui stare. Non dovevo ritagliarmi degli spazi per studiare e fare pratica di notte, dopo una giornata di lavoro che mi aveva ridotto il cervello in un colabrodo.

Mi sono appassionato al copywriting e ho studiato. Ho scritto. Ho studiato di nuovo. E ho scritto ancora di più.

Fino ad ottenere questo tipo di abilità. Mi sono spinto oltre, fino ad unire il copy ai principi di neuropsicologia più complessi e difficili da maneggiare.

Sono arrivato ad un livello tale da poter aiutare Raffaele (e non solo lui, dopo lo vediamo) ad ottenere i risultati che ti ha raccontato prima.

Adesso ho una domanda per te: sei sicuro di avere tutto questo tempo a disposizione?

Anche supponendo che sei veramente ganzo, nato col bacio stampato in fronte dal Dio dell’apprendimento, e ti servono 5.000 ore anziché 10.000…

dovresti comunque studiare e scrivere 8 ore al giorno, tutti i giorni, per circa 2 anni.

Riduciamo il numero di ore al giorno (perché è impensabile per te, visti i tuoi ritmi, dedicare così tanto tempo all’apprendimento di un’attività così impegnativa)?

Se ti ritagliassi uno spazio di 3 ore al giorno, sempre con l’ottimismo delle 5.000 ore, dovresti scrivere tutti i giorni per 4 anni e mezzo.

Anche trovando il tempo, puoi permetterti di aspettare 4 anni e mezzo prima di vedere risultati per cui vale la pena di essere soddisfatti?

Non dimentichiamoci di Daniel Goleman! Se studiassi da solo, senza una guida, probabilmente commetteresti gli stessi errori per 10.000 ore della tua vita, rimanendo al livello zero.

Se ti facessi seguire da una persona esperta in materia almeno non le butteresti via… ti servirebbero comunque (nella più ottimistica delle ipotesi) 3 ore al giorno di pratica e studio, tutti i giorni, per 4 anni e mezzo.

La verità?

Hai già fin troppe preoccupazioni e compiti da portare a termine durante le tue giornate di fuoco in azienda.

Sappiamo entrambi che l’argomento della manipolazione è elettrizzante e ti piacerebbe occupartene in prima persona.

Però il tempo ti è nemico.

Non ti rimane tempo manco per concederti un po’ di relax come si deve, arrivi la sera che hai il cervello bruciato come una torta che sta in un forno acceso più del dovuto…

Non ti rimane tempo manco per concederti un po’ di relax come si deve, arrivi la sera che hai il cervello bruciato come una torta che sta in un forno acceso più del dovuto…

…la qualità del tuo studio e dei tuoi testi calerebbe drasticamente (aumentando il numero di ore necessarie per apprendere questa disciplina e sfruttarne a pieno i poteri).

Non puoi neanche buttarti a caso e “provare” a scrivere sapendo solo qualche nozione: il rischio di non ottenere risultati all’altezza delle aspettative e dell’impegno – ma anzi, di peggiorare la situazione – sarebbe troppo elevato.

Ti racconto un piccolo aneddoto su Propagando, un “dietro le quinte”, per farti rendere conto di quanto, ad oggi, posso capire sul serio la tua situazione:

il blog di Propagando è uscito molto più tardi del previsto.

Come mai?

Ci sono due motivi in realtà.

Il primo è che non ho fatto in tempo a cominciare a scrivere questo tipo di copywriting manipolatorio che le richieste di lavoro sono letteralmente piovute dal cielo.

Assurdo: non avevo tempo da dedicare al marketing della mia azienda perché mi stavo occupando del marketing delle aziende dei miei clienti!

Questa è la situazione tipica degli imprenditori che vorrebbero imparare a scrivere, ma poi soccombono in mezzo alla marea di cose da fare.

Il secondo motivo è che Marco – visto che i miei clienti ottenevano risultati strabilianti e, con molto entusiasmo, continuavano a portarmi altri clienti senza che io dicessi niente – voleva convincermi a non aprire il blog e lavorare solo con i referral.

In pratica voleva che “i nuovi clienti potessero arrivare SOLO tramite referenza da clienti soddisfatti”.

In futuro magari sarà così (è un’idea che mi ha allettato, devo essere onesto).

Tuttavia, parlandone, abbiamo deciso di seguire il principio della COERENZA: il nostro obiettivo iniziale è dare il buon esempio alle persone che avrebbero messo nelle nostre mani il loro marketing.

Mostrargli cosa avrebbero potuto ottenere per la loro azienda.

Poi diciamocelo: predico il copywriting, e poi non ho manco un blog? Nah.

Quindi come facevamo a terminare i lavori per i clienti e, al tempo stesso, tirare su il blog di Propagando?

Ci siamo messi in testa di lavorare anche di notte… col vantaggio che non abbiamo dovuto studiare e imparare da zero a sto giro.

Mentre tu, probabilmente… dovresti!

3 ore al giorno, tutti i giorni, per 4 anni e mezzo, ricordi?

Come se non bastasse, ci sarebbe un altro problema: rimarresti ad un livello di copywriting “grezzo, basato tendenzialmente su principi usati dai maestri di copy passati.

Vedi, tutti i corsi di copy che circolano oggi si basano su principi che determinavano le opere di copywriting di 50 anni fa.

Per carità: sono meravigliosi. Noi copy tendiamo spesso a sgranare gli occhi e compiacerci della bellezza dei vecchi capolavori.

Ma appunto… sono di 50 fa!

Tanto per dirne una, le piccole aziende che non disponevano di budget milionari usavano spesso e volentieri il canale postale, perché praticamente c’era SOLO quello.

Non c’era quest’abbondanza di messaggi pubblicitari e le persone NON avevano innalzato muraglie così elevate per “difendersi” dai messaggi pubblicitari.

Alle persone arrivava una lettera cartacea nella cassetta della posta e, se la leggevano ed era scritta a regola d’arte, la prendevano per buona perché non avevano a disposizione altre alternative!

Oggi le cose sono un tantino cambiate.

Nel tempo, l’avvento di Internet e l’accesso al credito hanno dato i mezzi alle persone di farti concorrenza. I tuoi competitor “escono dalle fottute pareti”.

(questi sono tutti i BIAS esistenti. E sì, dovresti conoscerli e saperli usare tutti)

La sovrabbondanza dei messaggi di marketing ha reso la mente delle persone IMPERMEABILE ai messaggi di marketing. Oggi, a parità di conoscenze di copy, è difficile ottenere gli stessi risultati.

E affidarti in maniera avventata a corsi di copywriting che si basano su annunci passati o pezzi di copy “classici” per avere successo nel mondo di oggi, potrebbe rivelarsi un grave errore.

Per risultati mai visti prima dovresti fondere alla teoria classica del copy quella della neuropsicologia e dei BIAS – che significa aggiungere altre nozioni da assimilare nelle 3 ore di studio quotidiano, tutti i giorni, per 4 anni e mezzo.

In questo modo il tuo lavoro principale (fare l’imprenditore) andrebbe a farsi benedire.

Ora, ignorare ciò che hai letto fino ad ora ti condanna ad avere un’azienda come i figli alle medie, “può ma non si applica”: un potenziale notevole che rimane impantanato nelle sabbie mobili come una vecchia jeep.

Provare a partire da solo significherebbe scendere dalla jeep, studiare e applicare l’unico metodo per tirarla fuori dal fango… mentre quella continua a sprofondare nelle sabbie mobili.

Quindi se non hai tempo, energie (o voglia?) da dedicare all’apprendimento di questa disciplina… ma hai capito che questo livello di copywriting è fondamentale per dei risultati superiori alla “normalità”

… quale altra strada puoi percorrere?

Magari la seconda che hai a disposizione.

STRADA #2 – Affidare il tuo marketing a

***PROPAGANDO***

la prima agenzia che sfrutta i BIAS mentali nel copywriting per MANIPOLARE il processo decisionale d’acquisto dei tuoi clienti e spingerli a comprare da te…

… ma SOLO se sei in possesso di 3 requisiti fondamentali!

Detta in altri termini, puoi fare come ha fatto Raffaele.

O come ha fatto Andrea Dametto, l’autore di questa meravigliosa testimonianza:

Andrea Dametto, Plantare Perfetto

Pochi giorni dopo aver aperto la mia attività sono stato contattato da una web agency che prometteva di portarmi migliaia di visite e contatti.

All’epoca ero un neofita del marketing ed ero facilmente suggestionabile dalle solite promesse di ricchezza e gloria che queste agenzie fanno. Si sarebbero occupati loro di creare tutta la piattaforma per generare clienti online.

Purtroppo ho sottoscritto con loro un contratto annuale con altissime penali di rescissione. Le promesse sono state mantenute ma solo in parte.

Di 10.636 visitatori che sono capitati sul mio sito mi hanno contattato solo in 23, ma nessuno è poi diventato mio cliente venendo in studio.

Ho speso la bellezza di 3.500,00€ per non avere il nulla cosmico in cambio.

Da quando però Andrea ha preso in mano la situazione ristrutturando naming e payoff e riscrivendo volantini, articoli, mail e sales letter i clienti hanno cominciato ad arrivare sin dalla prima settimana.

Non ho capito come fa ma sembra quasi che ogni parola che scrive per me riesca a trasformare un lettore in un mio cliente.

Vorrei conoscere i suoi segreti, ma in fin dei conti ora ho talmente tanti clienti che non avrei nemmeno tempo di mettermi a imparare come funziona il suo lavoro.

L’importante per me è che ogni euro speso per assumerlo stia ritornando con gli interessi.

Dopo tre mesi di lavoro assieme registro un +113% di fatturato rispetto all’inizio. C’è ancora tanta strada da fare ma sono comunque molto contento.”

Andrea Dametto, Plantare Perfetto

O come ha fatto Francesco Conti, cliente da ben 4 anni, che mi ha omaggiato delle sue parole così:

Francesco Conti, docente di apprendimento strategico

Ho cominciato ad affidarmi ad Andrea quattro anni fa.

Lavoro in un settore molto particolare: formazione per studenti.

Insegno un metodo di studio che permette ai ragazzi di diminuire le ore di trascorse sui libri e migliorare il loro rendimento.

Il problema che riscontravo era la difficoltà di fare marketing su un target che non aveva né potere economico né decisionale.

Le avevo provate tutte: dai volantini alle ads, ma nulla dava i risultati sperati.

Andrea ha avuto l’idea di scrivere una sales letter camuffata da libricino indirizzata agli studenti e ai loro genitori, che andava consegnata ai ragazzi all’uscita da scuola.

All’epoca non avevamo né un blog né l’enorme raccolta di testimonianze che Andrea ci ha aiutato a raccogliere e catalogare in questi anni e che dava credibilità alla nostra offerta.

Nonostante questo le sue lettere di vendita si sono rivelate straordinariamente remunerative, portandomi 27 nuovi clienti e più di 40 mila euro di fatturato già dal primo mese di test.

Penso che questi dati siano più che sufficienti per capire se valga la pena rivolgersi a lui per la scrittura dei propri materiali di marketing.

Francesco Conti, docente di apprendimento strategico

O come ha fatto William Cappa – che non ha resistito dall’usare il mio cognome per fare una metafora davvero apprezzata:

William Cappa

Andrea è la “Serra” dove fioriscono le parole che vendono.

Ho conosciuto Andrea tramite i miei soci che avevano già avuto il piacere di conoscerlo in un corso di formazione e vendita.

Me lo hanno descritto in modo positivo e, incuriosito, ho voluto anche io conoscere questo personaggio stravagante ma pieno di capacità.

Il problema è che oggi è davvero difficile trovare una persona che conosca il copywriting alla perfezione. Di fatto il copywriter è una professione in crescita e sta diventando davvero una moda tra coloro che, non avendo un lavoro, pensano di poter vendere i loro servizi di copywriter solo perché sanno scrivere italiano attraverso una tastiera.

Avendo studiato io stesso il Copy ho voluto scambiare due parole con Andrea per evitare di ritrovarmi nuovamente di fronte il solito cazzaro che vuole venderti il suo tempo perché là fuori non c’è di meglio da fare, sperando sempre nel reddito di cittadinanza.

Il copywriting è un’arte, una scienza esatta e non ha nulla a che vedere con il “saper scrivere bene”.

Io e Andrea abbiamo chiacchierato molto prima di decidere di farlo diventare un collaboratore fisso per oltre un anno.

Cosa mi ha fatto decidere? I 4 punti fermi qui sotto:

1. Il solo fatto di vederlo sempre presente ai corsi di formazione che io stesso frequento e che reputo di grande valore, rende Andrea ai miei occhi una persona preparata, in continua innovazione sulla propria professione.

2. Mangia Copy e Caga Copy come pochi…

nel senso più positivo del termine, ovvero che studia davvero tanto e ciò che esce dal suo lavoro è, per usare un termine che usiamo noi giovani “Tanta Roba”.

3. Analizza con il mirino il tuo obiettivo e ti da un’opinione sana su con c’è da fare senza aver paura. Una dote che ho riscontrato in davvero poche persone.

4. Scoprirai che il suo scrivere funziona, e bene.

Se dovessi consigliare qualcuno di davvero superlativo a cui affidare i miei materiali di Copy, non ci penserei due volte a scegliere Andrea.

William Cappa

Sai, quando rileggo queste testimonianze capisco perché non ho creato un corso di copywriting basato sui BIAS e spento il PC: queste persone probabilmente non avrebbero MAI raggiunto questi risultati.

Non avrebbero avuto il tempo materiale per produrre tutto il materiale che io e il Team Propagando abbiamo scritto per loro.

Avrebbero continuato con la rabbia e la frustrazione di avere un prodotto o un servizio ottimo ma nessuno o poche persone che ne potessero beneficiare.

Ecco perché ho deciso di dare vita a Propagando: io e la mia squadra vogliamo aiutare gli imprenditori che non hanno tempo a forgiare il marketing che hanno sempre sognato.

So bene che quella dell’imprenditore è una guerra molto difficile da vincere da soli. Ebbene, da oggi non dovrai più affrontarla in solitaria…

…ma SOLO se rispetti entrambe le condizioni di cui ti ho accennato prima.

Ecco quindi le 3 REGOLE DELLA MANIPOLAZIONE da rispettare per collaborare con Propagando

REGOLA DELLA MANIPOLAZIONE #1: devi aver bisogno di un marketing più efficace di quello che hai già

È la condizione di partenza.

Io e il mio team non abbiamo nessuna intenzione di infilare le mani nel portafoglio di chi non ha bisogno dei nostri servigi.

Il motivo è semplice: ci sono imprenditori che hanno più o meno bisogno dei nostri servizi e, molto candidamente, preferiamo aiutare i primi in questione (quelli che ne hanno più bisogno).

Se vedremo che il tuo marketing è eccellente e un nostro intervento non ha possibilità di incrementare le vendite tanto da giustificare l’investimento, saremo i primi a dirtelo.

Tuttavia, qualora il tuo prodotto o servizio nasconda un potenziale enorme ma non espresso a causa di una scorretta o “mal calibrata” comunicazione aziendale…

… siamo fiduciosi di poter migliorare la situazione.

REGOLA DELLA MANIPOLAZIONE #2: devi essere disposto a lasciarci usare le tecniche manipolatorie che riteniamo essere più efficaci ai fini della vendita

Sono ben consapevole della paura degli imprenditori quando si parla di manipolazione. Tu non vuoi manipolare nessuno.

Vorresti solamente che lo splendore del tuo prodotto o servizio bastassero ad attrarre tutti i clienti che vuoi.

Purtroppo, abbiamo visto che non funziona così (altrimenti non saresti qui ad informarti su come far valere ciò che offri sul mercato).

Vista la mole di informazioni, di concorrenti e di insicurezza nel prendere la decisione giusta, è necessario manipolare le persone ad un certo livello di profondità.

Quindi, posto che valuteremo insieme cos’è possibile fare a livello legale – il nostro lavoro è liberarti dalle preoccupazioni, non creartene di nuove – dovrai lasciarci “carta bianca”.

(anche perché se tu dovessi modificare i materiali di marketing che ti forniremo, non potresti più darci la colpa in caso di scarso successo.)

Questo ci porta all’ultima (ma non per importanza) condizione, ovvero

REGOLA DELLA MANIPOLAZIONE #3: devi avere un prodotto o un servizio che ha senso pubblicizzare

Questa è la più importante di tutte “lato clienti”.

Parliamo di tecniche manipolatorie in grado di modificare il processo decisionale delle persone a livello inconscio.

Data l’influenza che possono generare sulle persone, sappiamo bene che potrebbero essere usate da chi ha una soluzione “mediocre” per venderla e impedire alle persone di valutare ed acquistarne di migliori.

Non è quello che facciamo in Propagando.

Per questo ci riserviamo di valutare la tua offerta per essere sicuri che sia nel più totale, genuino ed onesto interesse nei confronti dei tuoi clienti.

Cosa significa questo?

Significa che qualora deciderai di informarti su come collaborare con noi, dovrai essere al 100% sicuro che la soluzione che stai proponendo possa cambiare VERAMENTE la vita dei tuoi clientise solo la provassero”.

Soddisfatte queste condizioni, sarà meraviglioso e remunerativo per entrambi collaborare insieme.

Sarai TU il prossimo caso studio di successo di Propagando?!

Te lo dico senza girarci troppo intorno: il mio scopo è farti ritrovare ed alimentare al massimo l’entusiasmo, la passione e la grinta che, come un fuoco impazzito, ti bruciavano dentro quando hai cominciato la tua avventura sul mercato.

Riuscire ad aiutare un numero sempre maggiore di clienti provenienti dal tuo marketing RINNOVATO, accattivante e manipolatorio sarà un vero e proprio toccasana per il tuo orgoglio d’imprenditore.

Sarà come sentire una doccia d’acqua di sorgente che laverà via il fango e il sudore di questi anni passati a sgomitare a terra… mentre finalmente ti toglierai un bel po’ di soddisfazioni.

Quando ti sveglierai la mattina, riuscirai ad apprezzare intimamente il fatto di svegliarti per cominciare a lavorare.

Sentirai nuovamente il calore di quel bacio sorridente dato alla tua dolce metà prima di andare in ufficio… e il caffè caldo bevuto in compagnia prima di rimboccarti le maniche avrà un sapore tutto nuovo.

Come per magia, scopri di poter essere felice per tutti quei piccoli gesti che non riuscivi più a goderti a causa dell’eccessivo stress e delle infinite preoccupazioni.

Sei piacevolmente sollevato nel sentire quel sasso dentro al petto sgretolarsi e lasciare il posto ad un cuore scalpitante e ricco di sensazioni, prima tenuto in ostaggio da ansie ed insicurezze.

Finalmente alle persone sembrerà che sai “leggergli nella mente”. Sai cosa provano. Capisci profondamente i loro bisogni e i loro desideri.

Toccherai con così tanta sicurezza le loro emozioni che, ai loro occhi, la scelta più logica non potresti che essere tu.

Il tuo prodotto o il tuo servizio ha la considerazione che meritava da tempo. Credere nella sua validità non è stato semplice viste sfide affrontate in passato… ma come ti sentivi nelle viscere, è stata la via giusta da seguire.

Ecco riaffiorare con fervore quella sicurezza ed invincibilità che si erano sopite nel tempo, più forti e travolgenti di un tornado in Florida…

… così, mentre una mattina agiterai quella tazzina con fare compiaciuto e sereno, sorriderai sotto i baffi ripensando ad oggi.

Al giorno in cui hai deciso di manipolare quanti più clienti possibili per il loro bene: il giorno in cui hai messo il pilota automatico al tuo marketing posandolo con fiducia nelle premurose mani del Team Propagando…

… benedicendo Dio, Buddah, Maometto, Allah, Zeus, Germano Mosconi, Cancaroman o chi per loro, di aver riempito il form che trovi qui sotto ed esserti fatto contattare dal tuo amichevole propagandista di fiducia.

Sei stato gentile ad aver letto questa lettera. Spero di ricambiare presto occupandomi della propaganda della tua azienda.

Non vedo l’ora di conoscerti e creare il marketing che farà sbocciare il tuo prodotto o servizio sul mercato, come una grande rosa rossa in un prato di margherite.

Buon lavoro e a presto,

Andrea Serra

PS: formare un propagandista in grado di manipolare la mente dei tuoi clienti, come ti ho detto nella sales, richiede molto tempo.

Questo per dirti che siamo ancora pochi per poter aiutare un numero elevato di imprenditori.

Come se non bastasse, i clienti che si affidano a Propagando non se ne vanno. Sono felici dei risultati ottenuti e non vogliono – giustamente – interrompere la collaborazione.

Quindi sì, sto cercando di dirti che il numero di imprenditori che possiamo aiutare è limitato.

Per non rischiare un «Non possiamo accettare più clienti, mi dispiace», la cosa più sensata da fare è compilare il prima possibile il form qui sotto e incrociare le dita di non essere arrivato troppo tardi.

Scopri le 11 leggi del
Diavolo Zoppo della Propaganda prima dei tuoi concorrenti

Togli le catene dal Libro Nero della Manipolazione