La tua azienda ha bisogno di eroi. Il neurocopy può aiutarti a crearli

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Nel novembre del 1941 la Wehrmacht era arrivata a circa 100 km da Mosca, occupando Dubosekovo.

Vasili Koroteev, un reporter di guerra del giornale dell’Armata Rossa, raccoglie al fronte le parole del comandante della 8/A divisione delle guardie del generale Panfilov, secondo cui il 16 novembre un gruppo di soldati aveva fronteggiato sino alla morte 54 carri armati tedeschi.

Il giornalista ci mette del suo per «tirare su il morale dell’esercito», inventandosi che 28 soldati avevano ucciso 800 nazisti e distrutto 19 carri armati con molotov e poche armi anti carro.

L’articolo crea una leggenda, alimentata da poesie e racconti letterari.
Nel 1942 i “Panfilovski” diventano eroi dell’Unione sovietica ed entrano nei manuali di storia.

Ma già sotto Stalin si scopre la verità.

Nel 1948 il procuratore capo militare sovietico Nikolai Afanasiev si rende conto che l’evento «non avvenne» e che fu «pura fantasia».

Ma c’è di più. Scopre anche che dei Panfilovski morti a Dubosekovo in realtà sono ancora vivi.

Gli esiti sono paradossali.

Il primo, Danil Kuzhubergenov, fu costretto a firmare una confessione dove sosteneva di non essere mai stato nell’area della battaglia: il suo nome fu sostituito con quello di un altro e fu condannato per simulazione e codardia come traditore della patria.

Il secondo, Ivan Dobrobabin, tornò alla sua città natale in Kirghizistan nel 1944 e trovò un monumento che lo commemorava come eroe di guerra caduto: quando reclamò la sua identità come uno dei leggendari Panfilov viventi, fu arrestato per tradimento e mandato in un gulag per 15 anni.

La verità ovviamente rimase top secret e si continuò ad accreditare la versione di guerra, lasciando che fossero eretti monumenti, come quello con cinque statue alte 12 metri vicino al luogo dello scontro, nella regione di Mosca, o creati parchi in loro onore, come ad Almaty, in Kazakhstan.

Persino l’inno municipale di Mosca fa riferimento ai ‘‘28 figli coraggiosi”.
I miti sono qualcosa di cui la gente ha bisogno di credere.

Sono momenti chiave del passaggio da uno stadio della vita al prossimo, racconti che segnano la strada.

I miti generano ispirazione e ambizione.

Due sentimenti molto potenti che sfociano quasi sempre nel desiderio di emulazione.

Ecco perché per attirare nuovi clienti, il tuo copy dovrà essere in grado di trasformare quelli che hai già in “miti viventi”.

Possibilmente senza inventarti tutto di sana pianta come hanno fatto i russi.

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